Elea 9003
Earlier solid state big Computers (1960)
Programma 101
Programma 101 (1965)
to Apple II (1977)
Horizon 4 OCN
Machine Tool and Automation Software
1977 Byte Cover december.jpg
Download docs
Programma 101 Simulator
Virtual Programma 101 Simulator

Marco Galeotti Schultze: some facets of italian ICT and Automation story

Marco Galeotti Schultze

I did enjoy my participation to the Italy Computing and Automation Software development from 1960 to 2010, first as an Olivetti engineer and then as a software house chief scientist. So my story is a statement of an impetuous smart period of italian industry

  Le mie passioni...

La leadership nell'Informatica e nell'Automazione

Dagli anni '60 e per decine di anni l'Italia è stata uno dei paesi leader nel mondo per le tecnologie informatiche e di automazione industriale. Burocrazia e politica non erano ancora così ingombranti da fermare la vitalità italiana...Io ho lavorato alla Olivetti negli anni '60 nel software dei primi computer Elea 9003 e nell'automazione industriale, poi sono stato partner di Software House che hanno contribuito allo sviluppo del settore, progettando software di base, tecnico e gestionale su sistemi di elaborazione IBM, Digital Equipment, Data General, per molte diverse applicazioni tecniche e gestionali. Ho sviluppato software per controlli numerici di macchine utensili e automazione robotica per OSAI, ECS, COMAU, e progettato applicazioni industriali di intelligenza artificiale per clienti italiani e stranieri. Voglio ricordare alcune pagine di questa storia di cui sono stato partecipe.


Elea 9003 Programma 101 Horizon 4
Elea 9003 (1960)
Programma 101 (1965)
Horizon 4 (1970)


Anni 60     Il controllo numerico e l'automazione industriale

1963:    Oltre ai grandi calcolatori elettronici della famiglia Elea nei Laboratorio Olivetti di Pregnana venivano progettate altre applicazioni della nascente elettronica digitale, come la futura stella dei personal computer, la Programma 101, e i primi sistemi di automazione digitale per il Controllo Numerico di macchine utensili sotto la direzione di da Joseph Elbling, un geniale progettista e inventore canadese. La mia formazione matematica e l'esperienza nei progetti di linguaggi programmativi come il Cobol mi portò a diventare responsabile del progetto e sviluppo dei linguaggi speciali per la programmazione delle macchine a controllo numerico, linguagggi che consentivano di evitare una grande mole di calcoli manuali. Il settore richiedeva sia buone conoscenze di geometria analitica sia l'esperienza sui sistemi di interpretazione e compilazione dei ilinguaggi. Con alcuni collaboratori (fra i quali brillavano Giancarlo Cervetto e Renzo Garetti) sviluppammo sistemi e linguaggi originali Olivetti che furono poi diffusi anche all’estero. Il primo fu il PAGET (Programmazione Automatica Geometrica e Tecnologica) che aiutò i primi utilizzatori dei controlli numerici a preparare le sequenze di comando delle lavorazioni.

I primi sistemi di controllo numerico Olivetti erano basati su nastri magnetici da 1 pollice sul quale venivano registrati pacchetti di coordinate (X-Y-Z-Aux) delle posizioni che gli assi della machina dovevano raggiungere ogni 20 millisecondi. Le unità di comando delle macchine utensili erano ancora basate su schede a transistor e diodi e non era possibile effettuare all'interno dell'unità di comando dei calcoli di interpolazione lineare e circolare di una certa complessità.

La soluzione di registrare sul nastro magnetico le coordinate dei punti pre-interpolati consentiva di produrre dei controlli numerici meno complessi e costosi, però richiedeva di fare effettuare le interpolazioni necessarie da un sistema di calcolo off-line che fu sviluppato dalla Olivetti e chiamato MINA (Macchina Interpolatrice Numerica Automatica, progettata da Vitale e Bruno Marcone). Così le aziende che acquistavano i controlli numerici Olivetti dovevano rivolgersi alla Olivetti stessa per fare registrare i nastri magnetici con registrati i programmi di controllo.

La Olivetti forniva questo servizio dai suoi centri di Ivrea e di Parigi, ma il sistema era un pò macchinoso, perciò sviluppammo anche un sistema alternativo per preparare i nastri magnetici di comando. Io stessi preparai i programmi per fare tutte le interpolazioni direttamente sui grandi e veloci calcolatori IBM 360 che cominciavano ad essere abbastanza diffusi e l'Olivetti Controllo Numerico sviluppò e mise a disposizione dei clienti una semplice unità di conversione dal nastro magnetico da 1/2 pollice scritto dai calcolatori IBM al nastro da 1 pollice specifico dei controlli numerici.

Negli stessi anni feci esperienze formative fondamentali sui sistemi di calcolo della IBM che allora era il vero riferimento del settore. Per sviluppare algoritmi di post-processing (cioè di adattamento dei formati dati dei calcolatori a quelli specifici dei controlli numerici) dei linguaggi IBM come APT III e AutoMap che funzionavano sui calcolatori IBM passai molto tempo ad Ispra, sul lago Maggiore, presso la sede europea della Euratom, allora centro di ricerche nucleari della comunità europea (a quel tempo non c'era la fobia del nucleare, anzi c'era un grande entusiasmo e fiducia nella tecnica..). Presso l'Euratom potevo usare uno degli allora rarissimi grandi calcolatori IBM come il 7090 o uno dei primi 1620, un medio calcolatore scientifico programmabile in Fortran.

      
Ibm 7090 1959
Ibm 7090 1959
Ibm 1620 1964
Ibm 1620 1965

Nel 1963 l'intero settore del controllo numerico di macchine utensili si spostò dal Laboratorio di Pregnana a Ivrea e si fuse con la fabbrica di macchine utensili della Olivetti OMO (Officina Meccanica Olivetti). Fu così costituìta la nuova Divisione Controllo Numerico che integrò meccanica ed elettronica e realizzò i nuovi Centri di lavoro a controllo numerico Auctor e Horizon che erano innovativi e all'assoluta avanguardia nel mondo, tanto che furono venduti in Europa, negli USA e in tutto il mondo

L'evoluzione della tecnologia elettronica permise negli anni successivi di fare a meno di sistemi speciali di preparazione dei nastri di comando perché rese possibile effettuare tutti i calcoli e interpolazioni necessarie direttamente all'interno delle unità di controllo numerico delle macchine utensili. I programmi di comando potevano essere molto più sintetici e potevano essere introdotti nei controlli numerici tramite semplici nastri di carta o plastica perforata.

      
MultiAuctor2
Multi Auctor 2 1965
Horizon4
Horizon 4 1970


Per rendere pssibile l'utilizzazione dei potenti e moderni Centri di Lavoro OCN sui mercati di tutto il mondo era indispensabile facilitare al massimo la preparazione dei nastri perforati di comando da parte dei clienti, decidemmo perciò di fornire agli utilizzatori i mezzi per elaborare autonomamamente i nastri di comando ed io diventai il responsabile del gruppo dei linguaggi e dei software avanzati dei CN.

      
Spline manual
Sistema di curve fitting SPLINE
Paget manual
Programmazione GEometrica e Tecnologica



Analizzammo a fondo i linguaggi per computer simili al nostro PAGET che arrivavano dagli Usa, come l'APT III, e sviluppammo linguaggi ed applicazioni di calcolo speciali per svariati tipi di lavorazioni come ad esempio il sistema CAM (calcolo delle camme a 2 e 3 dimensioni definite da leggi di moto o tabelle sperimentali; il sistema SURF/BLADE (lavorazione di pale di turbina e superfici alari) il sistema SURF/SPLINE (progetto e lavorazione di stampi di imbutitura per l’industria automobilistica) e altri.

            
notizie olivetti 64 indice
1965 Notizie Olivetti sul CN
Notizie Olivetti CN cam1i
Software per calcolo di camme
Notizie Olivetti CN cam2
Lavorazione di camme a CN


L'Olivetti collaborava naturalmente moltissimo con le grandi aziende che cominciavano ad usare i controlli numerici e forniva supporto e consulenza per programmare al meglio le macchine a CN, sia in Italia che all'estero, partecipando a progetti applicativi all'avanguardia. Ad esempio insieme con la Pininfarina sviluppammo programmi su computer di supporto al progetto delle carrozzerie d’automobile e per la lavorazione dei relativi stampi di imbutitura. Il successo delle nostre tecnologie ci aiutò ad organizzare a Ivrea un seminario europeo sulle nostre applicazioni, seminario al quale intervennero nomi di riferimento del settore come Ms. Bezier capo ricercatore della Renault, poi divenuto assai noto per le sue innovazioni di rappresentazione delle curve e superfici parametriche. Con Bezier avemmo in più occasioni scambi di idee sulle tecniche di calcolo più complesse per lavorare superfici filanti tipiche delle carrozzerie.

Nel 1967 divenni rappresentante per conto della Olivetti presso l’ECMA (European Computer Manufacturers Association, l’ente che riuniva tutti i fabbricanti di computer europei) nel comitato TC11 per i linguaggi di automazione e controllo numerico, ma non c'è da vantarsene molto, in effetti ero uno dei pochi all'interno Olivetti a capirne abbastanza..

ECMA 1968
Chairman Comitato ECMA TC11


Nel 1968 come membro più attivo ed esperto del comitato ECMA TC11 ne divenni Chairman. Negli stessi anni diventai anche rappresentante italiano alle riunioni ISO (ente di standardizzazione mondiale) nel comitatoTC97 per i linguaggi di controllo numerico. Ero l’unico rappresentante industriale, insieme con il Prof. Caracciolo di Forino dell’università di Pisa, con il quale avevo spesso collaborato per aiutarlo nella sua ricerca sui linguaggi speciali di programmazione.

Visto che ero uno dei pochi a poterne parlare con competenza negli stessi anni svolsi anche il ruolo di "presentatore" e "venditore" delle tecnologie di software e automazione Olivetti presso le industrie aeronautiche e automobilistiche europee più avanzate, come la Snecma e la Thomson CSF di Parigi, la Sud Aviation, la BAC (british Aircraft Corporation) inglese, la Messerschmidt tedesca, e altre. Visto che me la cavavo benino col francese e l'inglese, e anche un po col tedesco, questa attività mi piaceva, mi portava a conoscere in giro per l'Europa un sacco di gente competente e interessata a quel che facevamo, e mi consentiva di valutare il mercato dei nostri sistemi, che erano peraltro assai apprezzati.

L'Olivetti esportava allora le proprie innovative macchine utensili a controllo numerico anche negli USA e io fui incaricato di presentare le tecnologie di software e automazione Olivetti alle industrie americane più interessate. Organizzammo presentazioni dei nostri sistemi di calcolo e lavorazione di superfici alari, pale di turbina, e altri alle aziende motoristiche a Detroit (General Motors, Ford), e alle aziende aeronautiche (Boeing a Everett-Seattle, McDonnel-Douglas a Los Angeles).
Allora l’Olivetti era nota e assai rispettata come uno dei leader mondiali nel settore del controllo numerico e della automazione meccanica, oltre che ovviamente negli altri settori scrittura e calcolo (Olivetti aveva un grande prestigio negli Stati Uniti anche perché nel 1965 aveva presentato a New York la Programma 101, da tutti considerato il primo vero computer da tavolo, in anticipo di una dozzina d'anni sulla Apple: ne furono vendute, soprattutto negli USA, oltre 40.000, anche la NASA ne acquistò alcune)

Programma 101 1965
Programma 101 1965


Negli anni fra il 1965 e il 1975 l'Olivetti CN separò la meccanica dall'elettronica e creo la OSAI, insieme rafforzarono ulteriormente la posizione di leadership nel campo del controllo numerico e dell'automazione industriale, sviluppando controlli numerici sempre più avanzati, sistemi di controllo dimensionale (famiglia Inspector), sistemi di montaggio robotizzati (Sigma), e molto altro

Inspector
Macchina di misura Inspector
Sigma_02
Robot di montaggio Sigma


L'eccezionale posizione di leadership tecnologica dell'Olivetti OCN cominciò a declinare negli anni 80 quando la casa madre, che era molto sensibile ai desiderata della politica nazionale, fu spinta a trasferire nel sud Italia la produzione delle macchine utensili , dei robot di montaggio, dei sistemi di misura, in una nuova e moderna fabbrica realizzata appositamente.
La politica pensava che fosse possibile spostare un intero settore di meccanica raffinata dal nord al sud senza problemi, e questo testimonia l'insipienza dei nostri legislatori di allora (molti avvocati e pochi ingegneri). Non erano bastati i fallimenti del trasferimento al sud dell'industria pesante (acciaierie) a scapito di investimenti nell'agricoltura e nel turismo.

Nel nuovo ambiente meridionale, povero di tecnici esperti e di manodopera matura, senza un substrato di piccole imprese di sub-fornitura, la fabbrica così sofisticata non fu in grado di mantenere gli standard qualitativi necessari per quel tipo di produzione. Si verificarono in poco tempo molti episodi di qualità insufficiente, ritardi di produzione, assenteismo cronico, i clienti italiani e stranieri cominciarono a temere che l'azienda non fosse in grado di mantenere gli standard di qualtà precedenti e l'iniziativa industriale nel sud non sopravvisse a lungo.
Un bel risultato l'aver distrutto a Ivrea nel nord un distretto possessore di un secolo di meccanica raffinata per ritrovarsi con niente in mano nel sud.
(pare però che questo non abbia insegnato molto ai politici, che hanno continuato nel sogno costoso della industrializzazione forzata del sud).


Elea 9003
Earlier solid state big Computers (1960)
Programma 101
Programma 101 (1965)
to Apple II (1977)
Horizon 4 OCN
Machine Tool and Automation Software
1977 Byte Cover december.jpg
Download docs
Programma 101 Simulator
Virtual Programma 101 Simulator

E-mail:   marco@marcogaleotti.com