Elea 9003
Earlier solid state big Computers (1960)
Programma 101
Programma 101 (1965)
to Apple II (1977)
Horizon 4 OCN
Machine Tool and Automation Software
1977 Byte Cover december.jpg
Download docs
Programma 101 Simulator
Virtual Programma 101 Simulator

Marco Galeotti Schultze: some facets of italian ICT and Automation story

Marco Galeotti Schultze

I did enjoy my participation to the Italy Computing and Automation Software development from 1960 to 2010, first as an Olivetti engineer and then as a software house chief scientist. So my story is a statement of an impetuous smart period of italian industry

  Le mie passioni...

Software di Informatica e Automazione in Italia negli anni d'oro

Negli anni 50 l'Italia conobbe un periodo di vivace sviluppo in tutti i settori. Ancora più notevole fu l'ingresso di un paese ancora in via di ricostruzione nei settori più innovativi, fra i quali l'elettronica e l'informatica. Su suggerimento di Enrico Fermi l'Università di pisa e l'Olivetti iniziarono uno progetto per la costruzione di un moderno calcolatore elettronico, la CEP (Calcolatrice Elettronica Pisana). Pochi anni dopo, nel 60 era gia attiva a Borgolombardo una fabbrica per la produzione in serie dei grandi e potenti elaboratori elettronici della serie ELEA 9003. Negli stessi anni l'Olivetti produsse le prime macchine utensili a controllo numerico della serie Auctor e poi Horizon. Altre aziende in Italia si posero all'avanguardia nei settori innovativi: ECS e FIDIA nei controlli numerici, SGS nei transistor, OCN, OSAI, COMAU nelle macchine utensilii e nella robotica, e tante altre aziende nei settori di punta. Io ho partecipato dal 60 fino al nuovo millennio a questi sviluppi e ho potuto anche dare negli anni qualche contributo originale a progetti innovativi di software e di automazione industriale.

Elea 9003 Programma 101 Horizon 4
Elea 9003 (1960)
Programma 101 (1965)
Horizon 4 (1970)



Una rapida presentazione di me stesso

..Who am I..
Sono stato (e sono ancora) un innamorato prima della matematica e poi dell'informatica. Penso che un progettista di software abbia in realtà le stesse potenzialità concettuali di un architetto che può trasformare idee e sogni in cemento e mattoni, ma con l'informatica tutto è facile e immediato, non c'è bisogno di ferri e cantieri, basta un computer..

Da ragazzo amavo molto lo sport, la vela, il nuoto anche agonistico (feci parte anche della squadra giovani della Canottieri Lecco), poi, studente al liceo classico, mi piacevano molto le materie letterarie, la filosofia, il greco ma non amavo affatto la matematica.
Al quarto anno di liceo mi si aprì all'improvviso la testa e fui folgorato dalla bellezza della matematica come costruzione intellettuale. Decisi di passare al liceo scientifico e, con l'aiuto di una bella ragazza che era già universitaria e che corteggiavo, la bella Fosca, recuperai quanto non avevo imparato di matematica al classico e superato l'esame di maturità mi iscrissi al corso di laurea in matematica e fisica a Milano.

Marco Sestriere 1973
Skiing
Angy  Sicilia 1988
Fosca my love
Angy e Mari San Gregorio Puglia 1973
Fosca e Marina
nipotini
Nipotini
wiki
My Wiki
Marco surfb 1980
Surfing

Un anno dopo sposai la ragazza che mi aveva aiutato per la maturità, la mia affascinante Fosca. Abbiamo avuto una bella figliola, Marina, che ci ha dato due bei nipoti ormai alti come me: Gabriele e Virginia. Siamo nonni ma manteniamo una grande curiosità intellettuale (e siamo anche gattofili..forse c'è un legame ?..). Ho aggiunto qualche paragrafo semiserio su alcuni dei miei interessi più vivi in   Le mie passioni...


Una testimonianza personale di 50 anni di interazione con l'informatica italiana in continua evoluzione

Mentre ero studente di matematica e fisica a Milano e contemporaneamente insegnavo tecnologia e matematica in una scuola serale di Lecco, lessi sul Corriere un annuncio della Olivetti che cercava “…persone con forte attitudine al pensiero logico e matematico…..da adibire alla programmazione dei calcolatori elettronici…”. Spinto dalla curiosità risposi insieme con alcune centinaia di altri candidati e fui fra i selezionati.

Così entrai nel mondo dell'informatica, che allora si chiamava "elaborazione dei dati", poi le occasioni, le mie inclinazioni, il mercato, mi hanno portato a operare in molti variegati scenarii del mondo informatico in tumultuosa evoluzione, ma l'interesse e la curiosità non sono mai diminuite. Forse avrei dovuto dedicarmi ad attività più concrete e più commerciali, ma al cuore non si comanda..Ho sempre privilegiato i progetti più complessi e stimolanti, e in fondo, come disse Dante "..fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza..".
Così ho passato 50 anni sempre stimolato dalle sorprendenti novità tecnologiche che si sono susseguite. Prima di perderne memoria voglio ricordare alcune fasi legate al software e all'automazione che ho vissuto in prima persona..Voglio raccontarle come testimonianza di un periodo irripetibile. Oggi magari viene da sorriderne ma io sono orgoglioso di avere vissuto un periodo così stimolante.



Anni 60     Olivetti di Borgolombardo e Ivrea:   dai grandi computer alle macchine utensili a controllo numerico

L'informatica è nata negli anni 50 negli USA e in Gran Bretagna, l'Italia si avviò nello sviluppo informatico prima con l'università di Pisa, dietro impulso di Enrico Fermi, e poi con l'Olivetti di Roberto Olivetti e Mario Tchou che crearono il Laboratorio di Ricerche elettroniche Olivetti di Borgolombardo e poi di Pregnana

Nel 1961 fui assunto dal Laboratorio di Ricerche Elettroniche Olivetti di Borgolombardo come “programmatore” insieme con una decina di “sopravvissuti” ad una dura selezione attitudinale. Il Laboratorio Olivetti aveva iniziato da pochissimo il progetto e lo sviluppo di grandi calcolatori digitali chiamati Elea (acronimo di ELaboratore Elettronico Automatico), sotto la guida di un eccezionale scienziato e manager di origine cinese, Mario Tchou Dopo qualche mese di formazione e di esperienza divenni responsabile dei sistemi di generazione di codice binario per i compilatori Cobol e PAC e iniziai ad innamorarmi dei progetti innovativi soprattutto se con contenuti tecnici e matematici. Una mia idea di “generatore di sequenze” denominato Pasge-Sigmai (qualcosa di simile a quello che anni dopo sarebbe stato l’AWK di Unix). sviluppato con Carlo Vandoni, mi aiutò a salire rapidamente nella considerazione dei miei capi.


I documenti originali ricevuti dai laboratori delle università USA negli anni 60 e che ci introdussero ai fondamenti teorici dell'informatica e della progettazione assistita da calcolatore


Formal definition of machine tools languages

CompilerCompilerSystem Lincoln Labs

Associative Processing Lincoln Labs

Artificial Languages Translation at MIT

Sutherland Sketchpad Lincoln Labs

Coons Surfaces definition by MIT Labs

1962:    Il Laboratorio Olivetti si spostò a Pregnana Milanese e io mi interessai del progetto di software per il progetto circuitale di piastre elettroniche e lo sviluppo di algoritmi topologici e combinatori, collaborando con Alex Kvileqval. Il progetto interessante e assai formativo, mi insegnò a ricercare algoritmi di ottimizzazione topologica nella letteratura tecnica internazionale, cosa sempre indispensabile nei progetti innovativi e complessi.

1963:    Oltre ai grandi calcolatori elettronici a Pregnana venivano studiate altre applicazioni della nascente elettronica digitale come la futura nonna di tutti i personal computer, la Programma 101, e i primi sistemi di automazione digitale per il Controllo Numerico di macchine utensili, progettati da Joe Elbling. La mia formazione matematica mi portò a diventare responsabile del progetto e sviluppo dei linguaggi speciali di automazione, linguaggi che semplificavano la programmazione delle macchine a controllo numerico evitavano una grande mole di calcoli manuali. Il settore richiedeva sia buone conoscenze di geometria analitica che avevo appena studiato all'università sia esperienza sui compilatori di linguaggi programmativi, che io possedevo. Con alcuni collaboratori (fra i quali ricordo Giancarlo Cervetto, Renzo Garetti, Romualdo Bertone) sviluppammo sistemi e linguaggi originali Olivetti che furono poi diffusi anche all’estero. Il primo fu il PAGET (Programmazione Automatica Geometrica e Tecnologica) che aiutò i primi utilizzatori dei controlli numerici a preparare i nastri di comando delle lavorazioni.

1964 - 1968:    L'intero settore del controllo numerico di macchine utensili si spostò a Ivrea nel 1963, e costituì la nuova Divisione Controlli Numerici che progettò e vendette in tutto il mondo sia i Controlli Numericii CNZ e CN5D sia gli innovativi Centri di lavoro Auctor e Horizon, pilotati dagli stessi controlli. Io diventai il responsabile del gruppo dei linguaggi e dei software per programmare i CN. Studiammo a fondo sistemi e linguaggi che arrivavano dagli Usa, come l'APT III, e sviluppammo nostri linguaggi ed applicazioni di calcolo speciali per svariati tipi di lavorazioni come ad esempio il sistema CAM (calcolo delle camme a 2 e 3 dimensioni definite da leggi di moto o tabelle sperimentali; il sistema SURF/BLADE (lavorazione di pale di turbina e superfici alari) il sistema SURF/SPLINE (progetto e lavorazione di stampi di imbutitura per l’industria automobilistica) e altri.

      
MultiAuctor2
Multi Auctor 2 1965
Horizon4
Horizon 4 1970

Insieme con la Pininfarina sviluppammo varianti dei nostri linguaggi SURF/SPLINE per aiutare nel progetto delle carrozzerie di automobili e per la programmazione delle lavorazioni degli stampi per le presse di imbutitura. Il successo di queste tecnologie sperimentali ci aiutò ad organizzare a Ivrea un seminario europeo sulle nostre applicazioni per lo stampaggio, seminario al quale intervennero molto interessati nomi di riferimento del settore come Ms. Bezier capo ricercatore della Renault, poi divenuto assai noto per le sue innovazioni di rappresentazione delle curve e superfici parametriche.

Negli stessi anni feci esperienze importanti con i sistemi di calcolo della IBM che allora era il vero riferimento del settore. Per sviluppare algoritmi di post-processing dei linguaggi di CN americani come APT III e AutoMap che funzionavano solo sui calcolatori IBM passai molto tempo ad Ispra, sul Lago Maggiore, dove aveva sede l'Euratom, allora principale centro di ricerche nucleari della comunità europea (a quel tempo non c'era la fobia del nucleare, anzi c'era un grande entusiasmo e fiducia nella tecnica..). All'Euratom potevo usare uno degli allora rarissimi grandi calcolatori scientifici IBM come il 7090 o uno dei primi 1620, un medio calcolatore scientifico programmabile in Fortran.

      
Ibm 7090 1959
Ibm 7090 1959
Ibm 1620 1964
Ibm 1620 1965



1965 - 1966:    Divenni rappresentante per conto della Olivetti presso l’ECMA (European Computer Manufacturers Association, l’ente che riuniva tutti i fabbricanti di computer europei) nel comitato TC11 per i linguaggi di automazione e controllo numerico, ma non c'è da vantarsene molto, in effetti ero uno dei pochi all'interno Olivetti a capirne abbastanza..
1966 - 1967:    Come membro più attivo ed esperto del comitato ECMA TC11 ne divenni Chairman. Negli stessi anni diventai anche rappresentante italiano alle riunioni del comitato ISO TC97 (ente di standardizzazione mondiale) per i linguaggi di controllo numerico. Ero l’unico rappresentante industriale, insieme con il Prof. Caracciolo di Forino dell’università di Pisa, con il quale successivamente instaurai una duratura amicizia.

1967:    Visto che ero uno dei pochi a poterne parlare con competenza mi trasformai in un "presentatore" e "venditore" delle tecnologie di software e automazione Olivetti presso le industrie aeronautiche e automobilistiche europee più avanzate, come la Snecma e la Thomson CSF di Parigi, la Sud Aviation, la BAC (british Aircraft Corporation) inglese, la Messerschmidt tedesca, e altre. Visto che me la cavavo benino col francese e l'inglese, e anche un po col tedesco, questa attività mi piaceva, mi portava a conoscere in giro per l'Europa un sacco di gente competente e interessata a quel che facevamo, e mi consentiva di valutare il mercato dei nostri sistemi, che erano peraltro assai apprezzati.

1968:    L'Olivetti esportava allora le proprie macchine utensili a controllo numerico anche negli Usa e io recitai il ruolo di "presentatore" e "venditore" delle tecnologie di software e automazione Olivetti presso le industrie americane più interessate. Organizzammo presentazioni dei nostri sistemi di calcolo e lavorazione di superfici alari, pale di turbina, e altri alle aziende motoristiche a Detroit (General Motors, Ford), e alle aziende aeronautiche (Boeing a Everett-Seattle, McDonnel-Douglas a Los Angeles). Allora l’Olivetti era nota e assai rispettata come uno dei leader mondiali nel settore della automazione meccanica, oltre che ovviamente negli altri settori scrittura e calcolo. Olivetti aveva un grande prestigio negli Stati Uniti anche perché nel 1965 aveva presentato a New York la Programma 101, da tutti considerato il primo vero computer da tavolo, in anticipo di 10 anni sulla Apple. Ne furono vendute, soprattutto negli USA, oltre 40.000, persino la NASA ne acquistò alcune perché la P101 era l'unica macchina facilmente programmabile da tecnici e progettisti.

Programma 101 1965
Programma 101 1965



Primi anni 70     NCS: diventiamo piccoli imprenditori innovativi:   software e lavorazioni a CN per clienti europei

Lo sviluppo impetuoso dell'informatica e della automazione elettronica fanno crescere le grandi aziende di elettronica e automazione come Olivetti, SGS, Telettra ma fanno anche nascere molte aziende innovative destinate a dominare il mercato del controllo numerico come Fidia e ECS. Cresce la richiesta di programmi da parte dei potenziali utilizzatori di computer.

Nel 1969 con qualche rimorso, ma desideroso di fare di più, lasciai l’Olivetti insieme con due colleghi brillanti e ambiziosi (PierGiacomo Capellano, Franco Piazza) e fondammo una piccola azienda, la NCS (Numerical Control Service) che fu la prima azienda di software nel settore specifico del controllo numerico e dell’automazione. La NCS era anche un laboratorio sulle lavorazioni speciali con le macchine a controllo numerico sulle quali sperimentavamo i nostri programmi di calcolo di camme o di superfici a doppia curvatura e potevamo anche lavorare pezzi prototipali con grande precisione. Ricordo che fra le varie commesse che ci impegnarono ci furono i modelli delle ali del nuovo futuro aereo da caccia europeo MRCA, lavorate per la British Aircraft Corporation e l'Aeritalia. Sviluppammo anche dei programmi per la Pirelli Meccanica per progettare e comandare la lavorazione degli stampi per pneumatici. La NCS divenne così un importante fornitore di tecnologia e software a società quali Fiat, Pirelli, Aeritalia, Aerfer e altri.

Dal 1970 al 1973 in NCS progettammo e realizzammo un innovativo linguaggio tecnologico per il controllo numerico di macchine utensili, basato su concetti di "intelligenza artificiale a regole", capace di sostituirsi ai programmatori tecnologici delle macchine in compiti decisionali “intelligenti”.
Il linguaggio Link MiniExapt era in grado di sostituire il programmatore nel decidere il ciclo di lavoro ottimale e scegliere gli utensili più adatti per realizzare il pezzo finito nel modo migliore partendo da una forma grezza.
Presentai il Link MiniExapt alla prima conferenza mondiale sui linguaggi tecnologici (PROLAMAT 73 a Budapest) dove suscitò parecchio interesse perché era uno dei pochi sistemi realizzati per mini computer. In versioni arricchite e rimaneggiate dalla società LYRA (alla quale lo cedemmo), il Link MiniExapt è in uso da oltre 30 anni in moltissime aziende, un vero record per un prodotto software, che ne attestano la bontà di progettazione d'avanguardia.

Prolamat Budapest 1973
Prolamat 1973 Budapest

Il suo livello di innovazione fu tale che alcune facoltà di ingegneria ci chiesero di ospitare anche dei laureandi che parteciparono al progetto; per alcuni di loro recitai anche il ruolo di relatore all’esame di laurea in informatica alla Università statale di Milano, e io ero ancora uno studente di matematica fuori corso, ma evidentemente la mia credibilità era abbastanza alta.

All'epoca fummo anche tra i primi a sviluppare controlli di automazione basati sui minicomputer Pdp8. Presentammo alla fiera IMU del 1971 i nostri controllori per plotter Bieffe comandati da motori passo-passo. L'uso di minicomputer potenti consentiva di comandare i plotter per funzioni anche molto sofisticate come ad esempio per tracciare sulla carta il percorso di un utensile di fresatura prima di mettere in uso reale il programma su una fresatrice, diminuendo così drasticamente i costi di verifica e messa a punto dei programmi di comando delle macchine utensili.

Plotter Bieffe IMU 1971
Plotter Bieffe con controller NCS



Secondi anni 70     Nasce la Softec Informatica:   inizia la mini-informatica e si diffonde l'automazione

La diffusione dei minicomputer guida lo sviluppo delle applicazioni software sia gestionali sia scientifiche e provoca la diffusione delle prime Software House specializzate nella programmazione di applicazioni sia per i grandi computer IBM sia per i minicomputer Digital e Data General

1973:    Idee diverse sullo sviluppo della società o forse solo i differenti caratteri portarono me ed il mio socio Franco Piazza a separarci dal terzo socio Pier Giacomo Capellano, peccato perché insieme coprivamo bene tutti gli aspetti societari che servono allo sviluppo di una azienda..purtroppo succede. Ma ho mantenuto un grande rispetto per l'intelligenza e la visione di Pier Giacomo.

1973 - 1978:    Franco Piazza ed io fondammo a Torino una delle prime Software House dell'epoca, la Softec Srl, con l’intenzione di dedicarci al software di tutte le tipologie e sfruttare al meglio le nostre esperienze. La Softec iniziò una stretta collaborazione con la Olivetti che dopo l'abbandono della grande informatica degli Elea aveva iniziato un percorso promettente nella mini informatica, iniziato nel 1965 brillantemente con la Programma 101.
La Olivetti degli anni 70 era diventata leader nei piccoli sistemi di elaborazione scientifica come la P6060, di gestione amministrativa come la Audit 7, terminali intelligenti come il TC 800, e mini-computer basati sulle Unità di elaborazione della Digital Equipment. La nostra Softec, che era ormai assai esperta nell'area del software di tutti i tipi, sviluppò svariate applicazioni gestionali sia per la Olivetti sia per i clienti della Olivetti stessa ai quali forniva sistemi completi di hardware e software applicativo.

1974 - 1976:    Naturalmente proseguivamo la nostra attività nel settore tecnico e di automazione partecipando a progetti impegnativi come ad esempio il sistema di emissione automatica di biglietti ferroviari per qualsiasi destinazione, basato sul calcolo topologico dei percorsi (problemi di ottimizzazione tipo problema del commesso viaggiatore) e dei prezzi dei biglietti. Cliente era la Sasib di Bologna, leader del settore. Il sistema era assai innovativo, lo basammo su un modello a nodi e rami con attributi pesati, per calcolare il percorso ottimale e il relativo costo in tempo reale, così da consentirne l'uso in qualsiasi stazione emettitrice e per qualsiasi destinazione, comprese le ferrovie secondarie.

Rete FS Sasib 1977
Modello topologico della rete FFSS



Primi anni 80     La diffusione dei microprocessori:     nascono i Personal Computer e l'informatica cambia

L'arrivo dei microprocessori Intel, Zilog, Motorola a 16 bit consente di mettere sul mercato computer personali potenti ed evoluti come Apple 2 e poi PC IBM e M24 Olivetti, destinati a rivoluzionare la diffusione dell'informatica trasformandola da aziendale a personale

1974 – 1978:    La Softec fu una delle prime aziende a scoprire i neonati microprocessori, una nuova rivoluzione tecnologica made in Usa (con una mano italiana: il primo progettista di CPU integrate in un chip in Intel era stato Federico Faggin) che prometteva di rivoluzionare l’intero settore dei computers. Per usare il nuovissimo chip Intel 4004 (a 4 bit) e poi Intel 8008 (a 8 bit) sviluppammo un nostro assemblatore per poi essere in grado di scrivere delle applicazioni di controllo di apparecchiature di vario tipo. In collaborazione con la Benson Italia e il suo direttore Roberto Favero sviluppammo un controllore basato sul microprocessore Intel 8008 per i Plotter digitali Benson per consentirne il collegamento a calcolatori Olivetti in grado di effettuare calcoli CAD, come la P6060, derivata dalla P101.

1979 –1982:    Appassionato lettore di riviste tecniche e amatoriali americane come BYTE scoprii l’esistenza dei primissimi computers amatoriali basati su microprocessori Intel 8008 o Motorola 6502: il PET della Commodore, il Tandy, l’Apple 2. Ne valutammo le grandi potenzialità e cercammo di importarli in Italia. Scoprimmo così che la società IRET di Reggio Emilia, della quale conoscevamo per altri motivi il direttore Giulio Bertellini, ci stava già pensando. Stipulammo degli accordi per vendere gli Apple nell'Italia di Nord-Ovest e ci impegnammo a sviluppare le applicazioni di software applicativo adatte al mercato italiano.

La Softec attivò la vendita degli Apple 2 ai clienti piemontesi e mise a punto le applicazioni gestionali di base compreso un originale piccolo database che consentiva ai clienti di scrivere autonomamente piccole applicazioni. All'Apple 2 si affiancò l'Apple 3, un sistema meno amatoriale ma poco adatto al mercato italiano. In quel periodo io passai molto tempo a Londra per stipulare accordi con software house inglesi che già avevano sviluppato delle piccole applicazioni gestionali per Apple II e pianificare l'adattamento del loro software per il nostro paese. Fummo così in grado di editare in fretta dei pacchetti applicativi pronti per il mercato italiano, fra i quali Contabilità, Vendite, Acquisti, che furono distribuiti poi da IRET in tutto il paese.

      
Apple II
Apple II 1978
Apple III
Apple III 1981

Nello stesso periodo importammo dagli Usa i primissimi sistemi Unix (su microcomputer della famiglia Onyx), destinati poi ad avere un grande ruolo negli anni seguenti. Il primo sistema Unix lo vendetti alla facoltà di Scienze della Statale di Milano, al Professor Degli Antoni, che conoscevo come preside della facoltà dove ero stato relatore ad alcune tesi di laurea alcuni anni prima.

1982:    Insieme con Mauro De Marie e Michele Del Prete io e Franco Piazza fummo tra i soci fondatori della LYRA, una società specializzata nelle applicazioni industriali del Controllo Numerico di macchine utensili, che proseguì ottimamente lo sviluppo del linguaggio Link MiniExapt sviluppato anni prima in NCS. Uscii dalla società dopo qualche anno, ma abbiamo continuato sempre la collaborazione sui temi del CAD e del Controllo Numerico

1983 – 1986:    Nel 1982 nel mondo dei personal computer alla Apple si aggiunse l’ IBM, allora il massimo gigante inella grande nformatica, che presentò il PC Ibm basato sul processore Intel 8086, molto più potente dei precedenti. Noi collaboravamo già con l’Ibm sui grandi calcolatori e l’Ibm conoscendo la nostra rilevante esperienza nel software per gli Apple, ci coinvolse immediatamente nello sviluppo di software base e applicativo per il nuovo PC.

      
Ibm PC 1981
Ibm PC 1981
Ibm PC Portable 1983
Ibm PC Portable 1983

La Softec sviluppò per conto della Ibm un primo gestore di file ad indici, il Btree-Ksam, un database semplificato, che fu per parecchio tempo l’unico strumento professionale disponibile in Italia per chi voleva sviluppare applicazioni gestionali su PC. Successivamente progettammo per conto della Ibm uno strumento assai più ambizioso, l’AGE (Application GEnerator).

L’AGE era un vero e proprio linguaggio e un ambiente di sviluppo integrato che consentiva di sviluppare rapidamente applicazioni gestionali professionali. L’Ibm ne vendette alcune centinaia di copie in Italia, a tutte le Software House che intendevano sviluppare applicazioni gestionali secondo gli standard richiesti da Ibm. Noi stessi utilizzammo l'AGE per sviluppare delle applicazioni gestionali professionali come il pacchetto FATTURAZIONE. Altre Software House italiane furono spinte dalla IBM a sviluppare applicazioni gestionali con AGE e così in breve tempo poté disporre di una completa libreria di applicazioni gestionali standardizzate.





Secondi anni 80     La microinformatica diventa professionale:    i PC sostituiscono progressivamente i minicomputer

PC sempre più potenti e le reti di PC iniziano a sostituire i grandi calcolatori e minacciano la leadership dei minicomputer Digital e Data General anche nelle applicazioni gestionali di medie aziende

1984 – 1986:    Il mercato si trasformò da amatoriale a professionale e l’attività di rivendita di personal computers sia Apple sia IBM divenne rapidamente rilevante, così decidemmo di scorporarla da Softec e demmo vita alla Softec Computer che diventò uno dei rivenditori principali del Piemonte per i personal computer e per il software applicativo, sopratutto per la fascia più professionale.
Il mio socio Franco Piazza si dedicò totalmente al settore dei PC e poi ai primi sistemi Unix, più professionali, man mano che il mercato si ampliava e trasformava, e curò sempre di più le applicazioni gestionali sia per i PC sia per macchine Unix.

Dal lato Unix partecipammo allo sviluppo di Olimpix, un sistema amministrativo,contabile e di produzione assai completo, e realizzato con uno strumento di sviluppo americano, Accell Unify, molto simile al nostro AGE (evidentemente esigenze simili portano a soluzioni simili..).
Olimpix fu installato in parecchie decine di aziende, molte delle quali continuano ad usarlo ancora oggi (anche nella nuova versione Fenice che avremmo sviluppato molti anni dopo per renderlo compatibile con i calcolatori e gli ambienti software di nuova generazione).

Age SW 1983 85
AGE Application Generator 1983        e        SuperWindow 1985

1984 – 1987:    Nel frattempo la Softec proseguì l'attività dei sistemi di sviluppo tipo AGE, sempre per i PC IBM e compatibili. Allora i PC IBM e compatibili erano basati sul sistema operativo DOS, non esistevano ancora ambienti grafici, ed era difficile sviluppare applicazioni anche banali per gestire dati. Decidemmo di sviluppare un innovativo sistema di Database fruibile direttamente da utenti finali non informatici. Il sistema denominato SuperWindow (niente a che vedere con Windows Microsoft che sarebbe uscito anni dopo) gestiva i dati in forma tabellare, come un foglio elettronico, e consentiva di effettuare piccole elaborazioni sui dati tramite sequenze di comandi da tastiera memorizzati, comprensibile anche da parte degli utenti non esperti di software.

Per un periodo diventiamo editori di software pacchettizzato, la EdiSoftec

Per facilitare la distribuzione dei prodotti come l’Age e il SuperWindow, nel 1985 creammo una apposita società di software publishing (edizione di software) che chiamammo EdiSoftec. La nostra idea editoriale ricevette l’appoggio di una società di venture capital che trovò l'iniziativa interessante e la finanziò (EuroVenca, diretta da Giacomo Bonaveglio, un ingegnere industriale innovativo e dalle ampie visioni)
La EdiSoftec distribuì sul mercato nazionale alcune migliaia di copie del SuperWindow e dell'AGE, anche tramite accordi di distribuzione con IBM e Olivetti. Successivamente tradusse in italiano e poi divenne l’editore italiano e distributore del GEM, un ambiente operativo che riproduceva sul PC IBM, allora ancora senza interfacce grafiche, l'ambiente grafico ad icone tipico di Apple. Il GEM era stato sviluppato dalla Digital Research che aveva anticipato di qualche anno l'ambiente Windows della Microsoft. Il Gem ebbe un certo successo nel mondo fina all'arrivo del primo Windows nel 1992, che uccise il mercato del GEM anche grazie alla vendita a basso costo abbinata con i PC, mentre il Gem comportava un costo aggiuntivo.

Con l'arrivo di Microsoft Windows il mercato italiano si rivelò troppo piccolo per altri strumenti software, la EdiSoftec non fatturava a sufficienza per giustificare la propria esistenza e vista l’esiguità del mercato italiano di allora e la crescente concorrenza di Windows la Edisoftec fu riaccorpata con la casa madre Softec nel 1989.




Anni 90     I grandi progetti tecnologici:    Intelligenza artificiale per il comando di centri di lavorazione di tornitura e i Sistemi CAD/CAM per il settore tessile Jacquard

Sembra che non ci siano limiti alle applicazioni dell'informatica in tutti i campi e si esplorano seriamente grandi applicazioni non convenzionali definite di intelligenza artificiale, destinate poi ad essere ridimensionate negli anni successivi

1980 – 1990:    La Softec intanto proseguiva naturalmente l'attività nel software tecnico di automazione, settore in cui occupavamo una posizione di leadership. Negli anni sono stato progettista e capo sviluppatore di una nutrita serie di altri sistemi software legati all’automazione industriale.
Per la OSAI e per la OCN (società ex gruppo Olivetti operanti nell’area Controllo Numerico e automazione) progettammo e sviluppammo parti del programma interno dei CN, le versioni in lingua russa dei software dei CN, i programmi di gestione di FMS (Flexible Manufacturing Machines, sistemi di fabbricazione flessibile) per stabilimenti aeronautici in Italia e in Russia (progetti diretti dalla nostra Andreina Ghirardi).

Pubblicita Softec Automazione 1982
Pubblicità Softec per l'automazione 1982

Per la COMAU (gruppo Fiat) sviluppammo il software di gestione di vari tipi di magazzini automatici destinati a stabilimenti Benetton, Fiat, e altri. Sempre per la Comau sviluppammo il software di controllo e monitoraggio di sistemi di fabbricazione flessibili per le linee automatizzate di produzione di motori automobilistici, per Volvo e Saab (progetti diretti dal nostro Istvan Korosi).

1988 – 1995:    Grazie a progetti gestiti in collaborazione con il Politecnico di Torino e con l’Ecole Polytecnique di Losanna entrammo in contatto con la Tornos-Bechler, una società svizzera leader nel campo della torneria a controllo numerico, allora diretta da Claudio Boer, brillante dirigente industriale e professore universitario, di origine piemontese. Per loro sviluppammo nel corso di più anni un complesso sistema software chiamato TB-LOGIC basato su regole di intelligenza artificiale per ottimizzare le lavorazioni simultanee possibili con i centri di tornitura pluriassi.

articolo su tb_logic 1981
TB-LOGIC 1985

I sistemi TB-LOGIC progettati da Istvan Korosi, Massimo Pettiti e me stesso consentivano un sostanziale passo avanti nello sfruttamento ottimale dei torni a CN. La Tornos fornì il TB_Logic a molti clienti per metterli in grado di usare in modo ottimale i loro sofisticatissimi torni, capaci di eseguire decine di lavorazioni in sovrapposizione di tempo, ma molto complessi da programmare senza l'ausilio dei nostri software "intelligenti".




Secondi anni 90      CAD/CAM innovativi per il sprogetto di tessuti complessi e il comando dei telai Jacquard

Fra le molte applicazioni informatiche in grande sviluppo emergono i sistemi CAD/CAM di aiuto alla progettazione in edilizia, impiantistica, meccanica, urbanistica, e anche nella tessitura più preziosa

1993 - 1996:    La tessitura jacquard consente di produrre i tessuti più preziosi, quelli costituiti da un intreccio complesso di fili di ordito e di trama su livelli diversi, così da fare apparire sulla faccia visibile del tessuto dei disegni e degli effetti a colori molto sofisticati. Questa tecnologia risale al suo inventore nel 1800, il francese Jacquard che ebbe la geniale idea di comandare il movimento alto-basso dei fili di ordito tramite delle tavolette in legno con dei fori che ne comandavano appunto la posizione. (Vale la pena di ricordare che la tecnologia originale inventata da Jcquard fu l'antenata delle schede perforate lanciate da IBM negli anni 30 per le prime elaborazioni di dati).
Grazie alla nostra esperienza sviluppammo dei veri e propri linguaggi e sistemi CAD-CAM per la descrizione dei tessuti jacquard e il comando dei moderni telai a controllo numerico (che non usano più schede perforate ma controlli numerici veri e propri come quelli delle macchine utensili) così da consentire ai progettisti di tessuti jacquardi di generare con facilità i programmi di comando dei moderni telai a controllo numerico.
Il linguaggio definito JACQUARD DESIGN è stato ulteriormente sviluppato in anni successivi dalla JDN di Torino (Massimo Pettiti, Maria Grazia Actis), è stato diffuso con successo anche all’estero ed è tuttora un riferimento nel settore tessile jacquard, in concorrenza con alcuni altri pochissimi Cad del settore nel mondo.

TexDesign 1998.jpg
TEX DESIGN 1998

Per il settore tessile progettammo e realizzammo anche sistemi di monitoraggio dei telai e di rilevamento della produzione, basati su PLC e PC (sistema MONITEX, progettato con l'aiuto di Istvan Korosi e Pietro Munari), poi installati in varie tessiture italiane e straniere.



Inclusione della Softec nel Gruppo industriale Bongioanni e l'automazione dei grandi impianti per i laterizi

Il settore dell'informatica e dell'automazione è ormai un settore maturo che richiede grandi investimenti e strutture solide e diffuse e il software viene prodotto e distribuito da società multinazionali come Microsoft. Le società di informatica si specializzano in applicazioni standard a grande diffusione

1996 – 2000:    La Softec e la Softec Computer entrarono in contatto con un Gruppo industriale allora in forte sviluppo, il Gruppo Bongioanni del cuneese, leader europeo e fra i primi nel mondo nel settore degli impianti per la produzione di laterizi (mattoni, tegole, ecc).
Il Gruppo era in grado di fornire interi stabilimenti chiavi in mano con tutti gli impianti necessari, dalle impastatrici agli estrusori, alle presse, agli essiccatoi, ai forni, alla movimentazione automatizzata, ai robot di manipolazione. L’unica area non ancora del tutto coperta era quella del controllo e del monitoraggio di impianti.
Il Gruppo propose alle due Softec di entrare a far parte strutturale del Gruppo stesso con due motivazioni: la prima perché Softec poteva apportare una rilevante esperienza nella controllistica e nel software tecnico di monitoraggio e gestione degli impianti; la seconda perché la Softec Computer poteva apportare l’esperienza nel software gestionale basato su Olimpix, software che avrebbe potuto essere installato in tutte le aziende del Gruppo e contribuire ad una gestione ottimale della gestione.

L'ingresso nel Gruppo sembrava la strada migliore per lo sviluppo futuro e trovò il consenso dei soci Softec; così entrammo a far parte del Gruppo dove effettivamente avemmo la possibilità di occuparci delle aree di nostra competenza e di interesse del Gruppo stesso, pur continuando anche a curare parte dei nostri clienti di sempre nelle aree automazione, gestionale, tessile e altre. Sfruttando la nostra esperienza sviluppammo avanzate librerie software di monitoraggio e supervisione degli impianti per laterizi (sistema BIMOS, progettato da Istvan Korosi e me) e ne impiantammo decine in tutti i paesi in cui il Gruppo operava, in Europa e America.

BIMOS 1997
BIMOS monitoraggio Impianti laterizi 1997

Purtroppo il Gruppo ebbe negli anni seguenti uno sviluppo sin troppo esplosivo, accorpando decine di aziende per coprire tutte le attività collaterali sinergiche, sviluppo impetuoso che lo portò però nel 2000 ad una crisi finanziaria, nonostante il rilevante giro di affari e le più che buone prospettive di mercato. L’amministrazione straordinaria sembrava diretta alla vendita in blocco di tutte le attività produttive, invece lo smembramento delle varie aziende deciso dal curatore causò la fine delle sinergie interne e portò alla chiusura, fra le altre, anche delle attività ex-Softec.



Primi anni 2000     Consulente in grandi progetti :   Realtà virtuale in parchi a tema e prefabbricazione in edilizia

L'informatica ormai è centrale in tutte le attività tecniche ed economiche ed invade anche settori nuovi come il cinema con ambienti e personaggi virtuali, il gioco telematico, le attrazioni tecnologiche dei parchi di divertimento, e infiniti altri settori

2000 – 2004:    Successivamente alla chiusura della Softec ho proseguito come consulente esperto in tecnologie software, con una nuova piccola società, Eura, con la quale ho inteso valorizzare la mia lunga esperienza tecnica e le relazioni con ambienti industriali e accademici che negli anni ho mantenuto e che mi hanno sempre onorato della loro stima (come alcuni insegnanti del Politecnico di Torino, i responsabili del centro CNR-ITIA di Milano, il direttore del centro politecnico CIMSI svizzero, Prof. Claudio Boer).
In qusti anni anni ho sviluppato varie attività di analisi, progetto e realizzazione di sistemi di monitoraggio delle lavorazioni su telai a CN per aziende tessili, in collaborazione con la JDN, e per iniziative di innovativi progetti di e-commerce per attività commerciali.

Ho avuto occasione di partecipare ad analisi negli USA e in Italia sulle attrazioni tecnologiche per parchi a tema, nella veste di consulente tecnologico per la società Mediapolis (fondata dall’Architetto Sergio Porcellini, brillante progettista di Ivrea, e diretta da Massimo Teppa) che ha in progetto un parco a tema a nord di Torino, ed ho preparato analisi tecniche sulle giostre futuribili, sui teatri virtuali 3D e 4D, sulla realtà virtuale, sulle evoluzioni prevedibili nel settore delle attrazioni high-emotion come Roller Coaster e Sling-shots e sulle possibili ibridazioni delle giostre meccaniche con la tecnologia di realtà virtuale.

Sono stato anche consulente della società Domopan (Milano, Ivrea, una iniziativa industriale molto innovativa originata dal mio ex-socio di trent'anni prima, Pier Giacomo Capellano). Per Domopan ho contribuito all'impostazione della filiera software alla base del sistema di fabbricazione DomoSystem, dall'integrazione dei CAD architettonici e strutturali, agli algoritmi di pannellizzazione, alla gestione documentale, allo MRP, al MES di gestione della produzione, alla supervisione SCADA degli impianti, ai PLC di comando delle macchine. Ho anche contribuito all’impostazione dei progetti di ricerca specifici dell’azienda, insieme con specialisti del CNR-ITIA di Milano con i quali avevo già collaborato (Claudio Boer, Roberto Castellani).



Anni 2000     Conversione automatica di grandi applicazioni gestionali da ambienti Unix a Windows

In un settore ormai maturo come l'informatica si cerca di allungare la vita utile di grandi applicazioni gestionali, per sottrarle alla corsa al rinnovamento convulso sulla scia delle innovazioni non tanto del software quanto dell'elettronica che prosegue la corsa senza fine a mettere a disposizione potenza di calcolo enorme ma sostanzialmente poco sfruttabile, salvo che per le applicazioni ludiche dei telefonini

2003 – 2006:    Nel 2003 ho analizzato con alcuni partner la possibilità di trasferire una grossa applicazione gestionale da Unix a Windows. Si trattava di Olimpix, un insieme di quasi 3.000 programmi scritti in un linguaggio di quarta generazione negli anni 90, Accell Unify, e installato in quegli anni anche da Softec Computer in molte società manifatturiere in Piemonte.
I partner dell'iniziativa comprendevano oltre a me una società di grande esperienza con Olimpix (la Maapro di GianPiero Valterio) e due programmatori progettisti specializzati in applicazioni gestionali di Olimpix, Luca Francioli e Lucio Banfi.

In due anni di lavoro abbiamo analizzato, progettato e realizzato dei sistemi di traduzione automatica per migrare il software Olimpix dall'originale ambiente Accell-Unify in UNIX al moderno ambiente Visual Basic-SQL Server in WINDOWS.
Il progetto era davvero ambizioso perché richiedeva di progettare programmi di traduzione automatica fra linguaggi programmativi diversi e per database diversi. Non temo di affermare che solo la mia precedente esperienza specifica con i compilatori di linguaggi artificiali e le sintassi Backus-Naur, (maturata molti anni prima in Olivetti OCN (con il professor Caracciolo di Forino) e poi in Softec, ha consentito di portare a termine con successo un progetto tanto impegnativo, che ha consentito una traduzione automatizzata al 95% di oltre 3.000 programmi.
Sarebbe stato impensabile tradurre a mano una mole così rilevante di programmi,sia per il tempo che sarebbe stato decuplicato, sia per la massa di errori che sarebbero stati causati da una conversione manuale.

I traduttori progettati da me hanno consentito il porting tecnologico di Olimpix da un ambiente all'altro e da un linguaggio all'altro con un grado di compatibilità elevatissimo, così da rendere possibile la migrazione di applicazioni Olimpix, anche fortemente personalizzate, di clienti industriali medio-grandi che utilizzavano da anni Olimpix su calcolatori Unix. e hanno potuto migrare con successo ad ambienti Client-Server su PC IBM.

Il nuovo gestionale, denominato Fenice nella versione standard di Maapro, ottimizzato e reingegnerizzato, ha ricevuto una ottima accoglienza anche da parte di utenti che non conoscevano prima Olimpix, grazie all'ampio campo applicativo, alle ottime prestazioni e alle caratteristiche di interfacciabilità e collegabilità con tutte le altre applicazioni a standard Windows.




Il mio impegno per preservare un patrimonio storico con le tecnologie virtuali oggi possibili

Informatica, una storia rapidissima, cinquanta anni che hanno visto una tecnologia del tutto nuova debuttare, diventare maggiorenne, consolidarsi, diventare pervasiva, banalizzarsi, quasi scomparire dalla percezione comune come fosse un impianto elettrico o telefonico... ma sarebbe un delitto perdere ls memoria di questa storia affascinante

Da qualche anno ho chiusa la mia effettiva attività lavorativa e professionale ma ovviamente continuo a leggere, scrivere, studiare, collezionare macchine e programmi, e progettare software innovativi sia per mio piacere personale, sia per contribuire a mantenere vivo il ricordo e il sapere di tante macchine e tanti strumenti considerati obsoleti a causa dello sviluppo incredibilmente rapido del settore, ma che sarebbe delittuoso lasciare cadere nell'oblio.
Sto raccogliendo un mio piccolo museo in parte virtuale e in parte reale, che comprende alcuni rari computer di 20 o 30 anni fa, libri e manuali editi in questi 50 anni, alcuni software che hanno segnato delle tappe importanti. Mi stimola sviluppare ambienti di simulazione di fenomeni fisici, di cinematismi, di impianti robotizzati, e altri, ma quello che mi ha gratificato di più è stato il progetto di un sofisticato simulatore della ormai mitica Programma 101 Olivetti, che avevo vista in anteprima nel 1963 all'interno dei Laboratori di Pregnana dove allora lavoravo anch'io e sulla quale avevo sviluppato molte applicazionii per il calcolo geometrico di percorsi utensile nei controlli numerici. La Programma 101 è stato il primo vero potente personal computer; lanciato nel 1965 festeggerà 50 anni nel 2015!

Per riportare in vita la Programma 101 ho realizzato non solo un Simulatore ma anche un completo Ambiente di sviluppo per consentire di assaporare il "look and feel" della macchina senza averla a disposizione fisicamente (ormai sono rarissime e custodite gelosamente nei "musei" di informatica). Il Simulatore e l'Ambiente di sviluppo hanno una forte valenza didattica, anche per la lingua, visto che ho preferito farlo in inglese per facilitarne l'uso anche da parte dei numerosi appassionati stranieri. Dai rimandi di questa pagina è possibile accedere alla descrizione del Simulatore Programma 101, anch'essa in inglese. Il Simulatore è uno strumento didattico particolarmente interessante per le Scuole di Informatica e gli Istituti Scolatici.

Per una descrizione completa del Simulatore Virtual Programma 101 Simulator
Per il download del Simulatore "Virtual Programma 101" Download Documents

Come simulare la Programma 101?    

Ho rinunciato subito all'idea di riprodurre in qualche modo l'aspetto fisico della macchina, così bella! piuttosto ho preferito facilitare al massimo l'introduzione e la modifica dei programmi, il pieno controllo dell'esecuzione, anche passo-passo, la visualizzazione dei registri di lavoro durante l'esecuzione dei programmi.
Per dare un'idea di come si presenta il Simulatore della Programma 101 seguono alcune videate delle 3 sezioni in cui è suddiviso:

  • il quadro di gestione dei files sorgenti P101, cioè i programmi scritti nel codice (adattato) della P101
  • il quadro di programmazione per introdurre in modo controllato le istruzioni sorgenti nel codice P101, e relativi commenti
  • il quadro di esecuzione dei programmi P101 caricati da file o introdotti, con la visualizzazione (stampa virtuale) dei risultati dell'esecuzione dei programmi e dello stato dei registri operativi
Nell'esempio il programma calcola i fattori primi di un intero fino a 10 cifre e stampa il numero e i suoi fattori primi.

Vista d'insieme del Simulatore P101 diviso in 3 quadri
I 3 pannelli del Simulatore P101


Quadro gestione e editing programmi P101
Pannello gestione e editing programmi P101

Quadro di programmazione P101
Pannello di programmazione P101

Quadro esecuzione e stampa virtuale (calcolo dei fattori primi)
Pannello Esecuzione e stampa virtuale


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